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Liebster Award

Salve a tutti e bentornati al mio giornaliero quando posso aggiornamento! Buon Ferragosto a tutti dal 17 agosto, non ho proprio avuto tempo, scusate. Allora, veniamo a noi, controllando alcuni blog mi è arrivata la notifica di un commento con cui il blog Libri Di.Cioccolato mi invitava a partecipare a niente meno che il Liebster Award! Questo premio è stato ideato in Germania per sostenere blog meritevoli con meno di 200 followers, quindi ringrazio subito il blog per avermi nominato e scriverò qui di seguito le regole da seguire (ne ho trovate diverse mentre mi informavo, ma ritengo opportuno seguire quelle di chi mi ha nominato):

  • Usare l’immagine sopra riportata
  • Rispondere alle 10 domande
  • Nominare altri 10 blogger e avvisarli
  • Porre 10 domande a questi blogger

Adesso rispondiamo alle domande!

  1. Qual’è stata la giornata più bella della tua vita?                                                                                                                     02/06/2015, quando sono andato all’Etna comics con mia sorella. Probabilmente diventerà il 3 ottobre, quando andremo a quello di Roma.
  2. Ti piace leggere?                                                                                                                                                                Assolutamente. E’ la mia più grande passione, insieme alla scrittura.
  3. Cosa fai nel tempo libero?                                                                                                                                                   Come sopra detto, leggo o scrivo.
  4. Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?                                                                                                                                  Stephen King. Lui dice che la chiave del successo è la costanza giornaliera, e il mio intento era quello di pubblicare qualcosa sulla letteratura ogni giorno, per familiarizzare con questo processo.
  5. Cosa ne pensi di WordPress come piattaforma?                                                                                                                WordPress è senza dubbio un’ottima piattaforma per molti tipi di blog, anche per chi ha solo conoscenze rudimentali di informatica.
  6. Pensi che dormire sia una perdita di tempo?                                                                                                                     Sì. Il sonno rilassa le persone, agevola i processi mentali, lo sviluppo e una vita più sana. Ma lo trovo una perdita di tempo.
  7. Cosa faresti se un giorno ti chiudessero il blog per qualche oscuro motivo?                                                                         Sono abbastanza bravo in campo tecnologico, credo che forzerei una riapertura momentanea e lo reindirizzerei ad un’altra pagina.
  8.  Il tuo compagno/a e i tuoi parenti sanno che hai un blog? Se sì, cosa ne pensano?                                                             No. Non lo sa nessuno che mi conosca.
  9. Qualcuno ha mai giudicato il tuo operato (in generale)?                                                                                                      No, se si esclude il correttore automatico di Word.
  10. Cosa faresti se per caso un giorno capiti su un blog e scopri che è identico al tuo in tutto e per tutto?                                   Questa è una domanda difficile. Non saprei, prima controllerei se le date di pubblicazione sono precedenti alle mie, se così fosse, mi metterei in contatto per parlare di qualcosa, visto che avremmo gusti identici.

Visto che credo non si possano nominare i blog che ti hanno già nominato. invio il Liebster Award a:

Ecco fatto, non sono sicuro al cento per cento che tutti abbiano meno di 200 followers, ma questi sono comunque dei bi blog che voglio nominare.

Allora, le domande sono queste (ammetto di averne preso alcune in prestito):

  1. Cosa ti ha spinto ad aprire un blog e cosa vorresti ne venisse fuori?
  2. Ascolti musica quando scrivi? Se sì, quale?
  3. Che musica ascolti, invece, in generale?
  4. Parenti o amici?
  5. Indoor o outdoor?
  6. Affideresti più facilmente la vita ad una macchina o ad una persona?
  7. Quale posto vorresti assolutamente vedere, anche immaginario?
  8. Sport preferito?
  9. Tv, libri o sport?
  10. Qualcosa che giudichi assolutamente male senza esserti neppure avvicinato?

Per oggi questo è tutto, amici (forse)! Ci vediamo al prossimo post, su cui sono ancora indeciso, spero comunque che vi piaccia, alla prossima!

 
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Pubblicato da su 17 agosto 2015 in Libster Award, Question & Answer, Tag

 

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La Torre Nera#2 La Chiamata dei Tre

Rieccoci, cari lettori! Scusate la mia prolungata assenza, ma non ho più un piano tariffario wifi, dunque ho dovuto provvedere. Come? Sono andato a trovare mio padre e il suo fantastico modem al suo negozio di elettronica, ovviamente! Ma bando alle ciance, la Torre Nera#2 ci aspetta!

VI AVVERTO: SPOILER DEL SECONDO LIBRO E PRECEDENTI!!!

MA NON SUI SUCCESSIVI!

Allora, avevamo lasciato Roland al risveglio su una spiaggia, accanto alle ossa di Walter molti anni dopo il loro incontro, che si rimetteva in cammino alla ricerca della Torre. Avrei dovuto dirlo nel post sul primo libro, lo so, infatti lo modificherò subito dopo aver terminato questo. Con questo volume, la saga ha una svolta decisiva, nel primo, libro molto bello, vedevamo tutto semplicemente abbozzato, poco dettagliato e, anche se fantastico, era meno credibile. Qui, invece, Roland ci fa vivere un’avventura molto più reale e vivida. Bene, detto questo passiamo al romanzo. Ritroviamo il nostro pistolero tormentato dall’aver lasciato cadere il piccolo Jake, perfino disgustato di aver tradito un bambino che in lui aveva riposto tutta la sua fiducia per un gelido sogno. Roland si sente le cosce languite dall’acqua e solo allora spalanca gli occhi e si tira su. Teme per le sue pistole, ma ancor più per le cartucce. Quelle, proprio come i fiammiferi se bagnate non funzionano più. Si trova di fronte una terribile aramostra e non è sola. Le aramostre, si intuisce dal nome, sono mostri crostaciformi, sui quattro metri di altezza e in grado di divorare un uomo intero. Pongono strane domande “Didacevi?Damaciami? Didarami?” Occhi neri e inespressivi minacciano Roland con le loro incomprensibili domande e lui si ritrova attaccato da quegli orribili mostri carnivori che gli staccano due dita della destra. Il pistolero prova a usare la pistola, ma gli cade, gli cade e gli ricade. Non riesce più a sparare, e deve usare la sinistra e soltanto quella per liberarsi dai mostri. Vinta la lotta s’incammina ancora verso la Torre, senza sapere se verrà mai un indomani per lui.

Adesso entra in gioco uno dei personaggi nuovi e più importanti della serie, Il Prigioniero, Eddie Dean.

Eddie, come aveva detto l’oracolo, è sul ciglio di rapine e delitti, prigioniero del demone dell’eroina. Roland ha trovato una porta, sospesa nel nulla, i cardini attaccati all’aria. Attraverso la porta aperta vede con gli occhi del nuovo personaggio. Veniamo subito a conoscenza di questo nuovo individuo, che capiamo trovarsi in un aereo mentre trasporta della cocaina per un pezzo grosso della droga, Enrico Balazar. Eddie ha un fratello, Henry Dean, sua eminenza il tossico. Sull’aereo viene avanti Roland. Ossia, usa il corpo di Eddie, prendendone possesso. A notare questo, è solo l’hostess Jane Dorning, dotata di un potente sesto senso. Nota soprattutto il cambiamento nel colore degli occhi del passeggero. Eddie ha gli occhi nocciola. Roland azzurri. Quando Roland viene avanti, morente di fame, chiede da mangiare. E, in quel frangente, Jane vede questo fenomeno. Attribuisce ciò a delle lenti a contatto, ma continua a pensarci, e Roland se ne accorge. Il pistolero capisce che deve prendere contatto con Eddie, deve venire avanti e parlargli. Riesce così a convincerlo di essere un’altra persona e di volerlo aiutare. Eddie si chiude nel bagno e nel frattempo l’aereo atterra e i passeggeri scendono.Mentre il personale dell’aereo si affolla per farlo uscire, lui si rifugia nel mondo del pistolero per scaricare la droga, come gli ordina Roland. Riesce a uscire giusto in tempo quando il personale abbatte la porta e lo vede lì impalato. Lo portano alla dogana, ma Eddie ne esce ancora una volta pulito. Sbrigati gli affari con Balazar, scopre che hanno ucciso suo fratello e lì inizia una vera battaglia. Lui e Roland contro un folto gruppo di gente alta nel mondo della droga. Dopo la vittoria, Eddie non ha più nulla, e segue Roland nel suo mondo per cercare la prossima porta.

Qui, seguono delle “mescolate”, o almeno nella mia edizione (decima, traduzione di Tullio Dobner, se può interessare). Queste mescolate sono episodi più o meno importanti su Roland e Eddie e di come vanno avanti loro e il loro rapporto. Roland, che adesso era troppo malato per qualsiasi cosa, aveva preso delle medicine da Balazar, Keflex. Eddie glielo ha somministrato tutto e Roland sembra andare meglio, insieme a delle aspirine

Adesso entra in gioco un’altra persona, il secondo dei tre di Roland, La Signora delle Ombre. 

Odetta e Detta, due diverse personalità nello stesso corpo. Odetta non sapeva niente di Detta, e quest’ultima, dal suo canto, sospettava qualcosa dell’esistenza dell’altra. Odetta ha perso le gambe in un incidente ferroviario, anche se forse non è la parola adatta. L’hanno spinta tra le rotaie da bambina. Perché? Semplice, vive negli anni del razzismo ed è nera. Roland va nel suo mondo attraverso un’altra porta e vede che è lo stesso di Eddie, ma prima. Rischia di essere ucciso da Eddie perché non vuole portarlo con sé, ma va comunque. Le due personalità sono contrastanti: Odetta è colta, spesso remissiva e gentile. Detta è una parte malata, malvagia e anche se non si interessa di politica contro il razzismo come Odetta, insulta qualsiasi bianco per il colore della pelle. Con difficoltà, Roland riesce a portarla nel suo mondo con tanto di sedia a rotelle, dove ad attenderlo c’è Eddie. Qui si mostra come il trio inizia ad unirsi, abituarsi l’uno all’altro, tra l’alternarsi di Detta e Odetta. La prima, pericolosa e volgare, la seconda colta ma non troppo partecipe al gruppo. Roland, leggermente guarito, ritorna a star molto male, ed è costretto a cedere a Eddie una delle sue pistole e farlo andare verso la terza porta con Detta/Odetta, perché sa di rallentarlo soltanto. Eddie deve tornare ogni volta indietro per portare rifornimenti al pistolero, e lascia la pistola a Odetta, disobbedendo a Roland. Alla fine giungono insieme alla terrza porta quella che cita Lo Spacciatore. Significa morte. Qui, Odetta è di nuovo Detta e Eddie, innamorato com’è, dopo un’animata discussione con Roland decide di restare e va in cerca di Odetta. Roland gli lascia la seconda pistola, anche se Eddie non vorrà usarla. Così, Roland va alla porta dello spacciatore.

Il nuovo personaggio si chiama Jack Mort.

Roland vede che è stato lui, prima a colpire in testa con un mattone Odetta, e poi a tranciarle le gambe gettandola sotto un treno. Si chiede come può fidarsi di un uomo del genere, e si ricorda di Jake. E’ stato Mort a uccidere Jake, non Walter.

Dall’altra parte, Detta cattura Eddie, lo lega e lo lascia in riva al mare, alla mercé delle aramostre. Così, al ritorno del pistolero, avrà perso uno dei suoi o verrà ucciso da lei mentre cerca di salvarlo.

Roland va ad un negozio di armi, chiede nuove munizioni, ma deve esibire un porto d’armi che non ha, così escogita uno stratagemma: chiede un kit di pulizia dietro al commesso, così, quando si gira, lascia cadere il portafogli ed esce. Denuncia il furto ad una pattuglia della polizia, ed entra con loro nel negozio. Stordisce i due agenti e pretende le munizioni dal venditore. Quando gliele da, lo ammanetta e lo lascia li. Subito dopo, inseguito dalla polizia, va in farmacia e chiede del Keflex, lo prende e riesce a fuggire fino alla stazione, dove lascerà morire Jack Mort per tornare indietro nel suo mondo con le pallottole nuove e il medicinale.

Ad attenderlo lì, non c’è Odetta e nemmeno Detta, ma Susannah Holmes.

La ragazza è la fusione delle altre due e, mentre Roland libera Eddie, riesce a uccidere le aramostre e proteggere i compagni. Alla fine, Eddie e Susannah si sposano e, con Roland, proseguono la ricerca.

Beh, sono riuscito a finirlo! E’ stato bello poter scrivere di nuovo di ciò che mi piace, spero piaccia anche a voi, alla prossima!

 
 

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Non sono morto

Come da titolo, non sono morto. Mi hanno solo tagliato il wifi. In questo momento lo sto scroccando a mia sorella, quindi sarò breve. Cercherò di sistemare la faccenda e tornare con più idee e libri. Non so quando riscriverò, ma trovero modo di fare.  Alla prossima!

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Pubblicato da su 31 luglio 2015 in Senza categoria

 

La Torre Nera#1 L’Ultimo Cavaliere

Buongiorno (sera?) lettori di Non solo Fantasy!

Oggi, siccome non ho più idee la serie mi piace molto, vorrei parlarvi della Torre Nera. L’ho letto molto tempo fa, perciò l’ho dovuto sfogliare di nuovo per poterne parlare come si deve. Questo romanzo fa parte del ciclo che King definisce “la madre di tutte le mie storie, il grande contenitore della mia opera.”

ATTENZIONE L’ARTICOLO E’ PIENO DI SPOILER DEL PRIMO LIBRO!!!

SOLO SUL PRIMO, TRANQUILLI!

“L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”

Un incipit favoloso. Riesce a mostrarci i due personaggi principali, i loro ruoli e cosa offrirà la storia. L’uomo in nero, chi è la misteriosa figura iniziale che ci presenta l’autore? Walter O’ Dim, dai misteriosi poteri. E il pistolero e protagonista, chi è costui? Il carismatico Roland, ovviamente. Perché Roland insegue Walter? Non ci è dato saperlo, almeno per ora. Sappiamo solo che lo insegue. Roland Deschain è l’ultimo cavaliere di questo mondo fatiscente, e King ci racconta la sua storia a ritroso. All’inizio, va da un contadino chiamato Brown con un corvo di nome Zoltan. Qui, racconta lui di come è arrivato lì, passando da una strana cittadina. In questa città trova una taverna, la cui proprietaria, Allie, ha un amico di nome Nort. Nort è un mangiatore d’erba, più o meno un drogato, ma con effetti più devastanti. Nort era già morto e qui entra in scena Walter. L’uomo in nero entra nella taverna e chiede del whisky. Dalle movenze e dal tono, Allie è costretta ad assecondarlo, come ammaliata. Walter, vedendo il malanimo di Allie e il corpo di Nort, inizia una strana danza per riportarlo in vita. Questo non per bontà o compassione,ma per mostrare il suo potere e tendere una trappola ad Allie. Infatti, tramite un biglietto di Walter datole da Nort, scopre che se dirà “diciannove” al morto e risorto, saprà cosa c’è dall’altra parte, nell’ade. Walter sa che Allie non riuscirà a trattenersi, e che scoprire tale verità le annienterà la mente e l’anima. Qui giunge Roland e fa conoscenza di Allie, che riesce subito a sedurre. Scopre rapidamente tutto e affronta anche una donna di chiesa, che in realtà è un demone personificazione dell’esaltazione religiosa. Così, con due sole pistole, riesce a spazzare via l’intera popolazione della città in un turbinio di epici combattimenti western. Qui esce di nuovo Allie che, come Walter aveva previsto, ha detto diciannove a Nort e non ha retto la scoperta. Nel subbuglio della sparatoria implora Roland di ucciderla, perché non sarebbe riuscita a vivere con quel peso. Roland, misericordioso, esegue.

Adesso, dovrà congedarsi da Brown, per dirigersi ad una stazione postale. Qui troverà Jake, altro personaggio importante. Idraterà Roland per un pelo prima che muoia nel deserto. Il pistolero lo vede confuso, come se (e come è) non appartenesse a quel mondo. Lo ipnotizza per sapere qualcosa di più sul suo conto e sul suo mondo, con spaventosi risultati. Roland non riconoscerà i nostri edifici e le nostre macchine, ma capirà che Jake non è di quelle parti, e che a portarlo è stato Walter, ma sapendo che può essere pericoloso ed essendo riconoscente, lo porta con sé. I due iniziano a legare e Roland gli racconta della sua infanzia e di ciò che è successo al mondo. Il suo mondo è messo così male in seguito a una rivoluzione e il racconto che più importerà in questo libro è quando Roland, costretto dall’incantatore Marten (che andava a letto con sua madre e Roland doveva sfidarlo, facendo il gioco di Marten) affronta il suo maestro per guadagnare le sue pistole. Se vince, ha le pistole. Se perde, sarà esiliato. E’ questo il gioco dell’incantatore. Ma Roland vince usando come arma, sorprendendo l’avversario, il suo falco. Roland insegue Walter perché lui è la chiave per raggiungere la Torre, così confida.

Il giorno seguente Jake verrà rapito da un oracolo che Roland andrà ad affrontare per liberare il ragazzo cui si è affezionato. Costringerà l’oracolo a predirgli il futuro, ma sarà enigmatico e criptico e per le sue previsioni richiede che Roland la soddisfi sessualmente. Il numero della tua ricerca è il tre. Un uomo bruno di capelli sul ciglio di delitti e rapine per il demone dell’eroina, la seconda va su ruote e il terzo è morte, ma non per te. Walter è vicino, parlerete della Torre.

Questo dice l’oracolo, ma lascia bene intendere l’infausto destino di Jake. Roland però gli vuole bene. Questa è la trappola di Walter.

Roland continua  a viaggiare con Jake e sa che l’incontro è vicino. Jake intuisce che Roland lo sacrificherà per giungere alla Torre, però lo segue, perché il sentimento è reciproco.

Al culmine del climax, Roland è al bivio, Walter davanti, Jake dietro, in bilico. Si guardano intensamente per un attimo. Quello sguardo chiarisce tutto. Jake si lascia andare, le sue ultime parole: Vai allora. Ci sono altri mondi oltre a questo.

Finalmente, Roland e Walter sono faccia a faccia. Possono tenere conciliabolo.Il discorso è così forte, intenso che qualsiasi cosa lo minimizzerebbe, perciò mi limiterò a riassumerlo. Walter mette alla prova Roland in un sogno, e lui la supera. Tra i due c’è rispetto, anche se è astio. Per la prima volta si accenna alla Mano Rossa, il re di Walter che vuole impedire sia raggiunta la Torre. Walter leggerà i tarocchi a Roland. L’Appiccato, forza. Il Marinaio che affoga, Jake. Il Prigioniero, non lo presenta. La Signora delle Ombre, ha due facce. Teschio, morte, ma non per lui. La Torre, di cui non dirà nulla. E la Vita, ma non per lui.

Alla fine, Roland si sveglia, molti anni dopo, accanto alle ossa di Walter e, seguendo le parole dell’uomo in nero e dell’oracolo, prosegue alla ricerca della sua Torre.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto e che vi piaccia anche il libro! Come sempre, per maggiori informazioni potete contattarmi, e per pareri o consigli ci sono i commenti. Ci vediamo domani con la prossima recensione o articolo qualunque!

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Il Processo

Bentrovati, lettori di Non solo Fantasy!

Oggi voglio parlarvi di un classico del novecento tedesco, molto discusso e ritenuto opera magna dell’autore. Franz Kafka scrisse Il Processo principalmente tra l’agosto del 1914 e il gennaio dell’anno successivo, ma continuò a perfezionarlo fino al 1917. Quest’opera è molto controversa perciò dirò delle scemenze cose molto complesse. Dal libro è stato tratto un film di Orson Welles, intitolato anch’esso Il Processo. Il manoscritto di Kafka giunse nelle mani di Max Brod, suo amico, nel 1920, incompleto, com’è ancora oggi. Lo scrittore voleva che la sua opera fosse bruciata dopo la sua morte, invece, nel 1925 Brod la pubblicò. L’incompiutezza dell’opera non è data dalla morte dell’autore o altro, ma all’opera stessa, difatti i personaggi sono descritti solo parzialmente, come il protagonista stesso, di cui non viene esplicitato mai il cognome, che rimarrà sempre un’enigmatica K. Lo stile è spoglio e angoscioso qui più che in tutti i suoi altri scritti, questo per mettere a nudo la natura umana e ancor più la condizione umana. Essere immersi in una realtà che puntualmente delude le nostre aspettative, che trascende criteri di valutazione, che dispone di noi nostro malgrado e ci lascia senza certezze, indifesi a qualsiasi colpo della sorte. In questo romanzo Kafka da il massimo per mostrare come l’uomo singolo sia solo un ingranaggio nella società, che è sempre pronta a voltargli le spalle. La trama e la struttura del libro sono intrinsechi con questo concetto al punto da presentare forti incongruenze. Perciò questo non è da attribuirsi all’incompiutezza del romanzo, bensì al motivo stesso dell’incompiutezza, lasciare il lettore senza punti di riferimento, privarlo di appigli e fargli mancare la terra sotto ai piedi, proprio come succede al protagonista, per potersi immedesimare al meglio. Nel Processo vediamo il signor K. calunniato e obbligato a sottoporsi a tutti i dispiaceri di questo processo, con inchieste, minacce, continui imbrogli solo per ricominciare tutto il giorno dopo. K. diventa una pedina nell’immensa scacchiera della società e, come tutti i personaggi, lo vedremo costretto ripiegarsi in se stesso, dove scoprirà che la sua vita non gli appartiene, ma è in mano a chiunque conduca il gioco della sua esistenza. Josef K. incontrerà personaggi che lo deluderanno in ogni occasione, che continueranno a renderlo l’uomo che è e indurirlo ancora di più. Uomini e donne che siano, gli faranno male quando lui si affezionerà e lui a suo volta ferirà chi prova affetto per lui. Anche gli elementi stessi di questo sistema, che eseguono gli ordini, vengono puniti e ancor più umiliato, se non svolgono bene il compito. Qui, infatti, per sminuire al massimo un individuo, si punta sull’impatto psicologico, la vergogna, l’umiliazione e, se necessario, anche la morte. Così, andando avanti, verrà messa a nudo la cattiveria dei piccoli e dei grandi, quanto sia infimo l’uomo e quanto questo sia acuito dall’evolversi della situazione verso l’ignoto e l’imprevisto.

Spero che vi sia piaciuta la mia recensione e che vi piaccia anche il romanzo, per il quale ho davvero penato a trovare un genere in cui classificarlo. Come dico sempre, potete scrivermi per qualsiasi cosa, pareri, domande o consigli hanno posto nei commenti. Ci vediamo domani per la prossima recensione!

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Pubblicato da su 16 luglio 2015 in Filosofia, Franz Kafka

 

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Hunger Games

Salve, lettori di Non solo Fantasy! Scusate per l’errore del post precedente.

Oggi volevo parlarvi di una serie distopica molto famosa degli ultimi tempi. In Hunger Games, io ritengo che Suzanne Collins abbia tratto troppa ispirazione da opere altrui, di cui vorrei parlare, oltre alla trilogia del titolo.

Hunger Games, trilogia che ha incassato milioni sia in carta che sullo schermo. Katniss Everdeen è la protagonista attraverso gli occhi della quale vediamo tutto, per via della narrazione in prima persona e al presente. Un’ America futuristica divisa in dodici distretti e Capitol City, dove stanno i cittadini privilegiati e il presidente (dittatore) Snow. Due ragazzi, maschio e femmina, per ogni distretto devono andare a combattersi all’ultimo sangue in un’arena ogni anno, e ne sopravviverà uno solo che andrà a vivere nel “Villaggio dei Vincitori”. La trama sembra interessante, come anche quella di Battle Royale, di Koushun Takami, pubblicato nove anni prima, da cui saranno tratti un manga e un film. In Battle Royale viene scelta una classe di alunni che verrà portata in un’area ristretta, dove daranno loro uno zaino con un’arma e applicheranno su di ognuno un collare esplosivo, che li costringerà a uccidere un compagno ogni ventiquattr’ore. Ovviamente tutto questo è un programma che i cittadini sono costretti a guardare. Trovato sul blog “L’Isola Miraggio”, “il libro L’Uomo in Fuga” di Stephen King, ha anche lui le sue somiglianze, già dagli anni ottanta. Il governo costringe ogni famiglia ad avere in casa una tri-vu (tv tridimensionale) in cui vedere spettacoli sempre più sanguinari e le morti vengono trasmesse e derise. Il protagonista, ovviamente, ci finirà dentro. Un altro libro col quale ho trovato varie similitudini e che ho già recensito è il venerando 1984. Abitanti dei distretti sta a prolet come abitanti di Capitol City sta a membri del Partito. Gli amanti degli anime staranno dicendo, mangiandosi le unghie per il nervosismo, “ma Mirai Nikki?!” Adesso ci arrivo. Mirai Nikki, traducibile con “Il Diario del Futuro” è un anime che vede come protagonista un ragazzino asociale che tiene un diario sul telefono. Deus ex Machina, non la scontata fortuna dei personaggi nei libri, ma un dio, fa sì che il diario gli mostri il futuro. E lo fa con altre undici persone. Ben dodici. I diari, per farla breve, sono gli horcrux dei personaggi, distrutti quelli, morti i padroni. Sì, anche qui dovranno uccidersi l’un l’altro, ma il sopravvissuto diventerà dio dello spazio e del tempo. Ma bisogna dire che è tutta storia vera, in un certo senso. Anche senza tv, le persone venivano distratte dai problemi sociali e politici col sangue come intrattenimento. Esatto, il Colosseo. Spezzo però una lancia a favore del libro, dicendo che per i novelli del genere, sarà una vera chicca, qualcosa di assolutamente magnifico. Per chi è un po’ più ferrato non così tanto, forse, ma è pur sempre una lettura semplice e che non annoia.

Spero che vi sia piaciuta la recensione e che vi piacciano i libri e i film. Come ogni volta, per maggiori informazioni contattatemi e per pareri o consigli ci sono i commenti. A domani con la prossima recensione!

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Pubblicato da su 15 luglio 2015 in Distopico, Suzanne Collins

 

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Lo Hobbit

Bentrovati, lettori di Non solo Fantasy!

Oggi vi voglio parlare di un libro spesso male interpretato come “versione per bambini del Signore degli Anelli”. John Ronald Reuel Tolkien, scioglilingua di J. R. R. Tolkien, scrisse Lo Hobbit per i suoi figli come libro per bambini, sì, ma questo scritto viene spesso oscurato dal maggiore capolavoro. Anch’io ho letto Lo Hobbit come introduzione al mondo di Arda, ma non bisogna dimenticare che è anche un libro “a sé stante”. Tra virgolette perché mostra come Bilbo entra in possesso dell’Unico Anello. Il libro, uscito per la prima volta nel 1937, ha ispirato una trilogia cinematografica firmata Peter Jackson, che però ha voluto ampliare, modificare e inventare di suo. L’ordine dei film è:

  1. Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato
  2. Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug
  3. Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate

Affermo con convinzione che è il miglior libro per bambini che abbia mai visto. Spesso, vedendo la classificazione per bambini, lo si da per libriccino da due soldi, ma è davvero appassionante per gli amanti del genere e di Tolkien nella fattispecie. La storia non è affatto banale e mai scontata, come sempre per l’autore del Signore degli Anelli. Qui, non avremo tutta la Terra di Mezzo e nemmeno (tutti) i personaggi della trilogia, ma abbonderanno i Nani, tra cui spiccherà Thorin Scudodiquercia e i suoi fratelli, Fili e Kili. Ci sarà, ovviamente, lo Hobbit, Bilbo. E, il grandissimo Gandalf il Grigio. Il libro, chiamato anche La Riconquista del Tesoro, narra di una Compagnia, non quella dell’Anello, ma di Nani che vogliono appunto riconquistare il loro tesoro. Thorin, figlio di Thráin, figlio di Thròr, incarica Gandalf di trovare un altro membro, poichè i Nani sono tredici, numero sfortunato. Lo stregone sceglie Bilbo Baggins e lo nomina scassinatore. Bilbo è ovviamente recalcitrante a partire, ma farà parte della Compagnia e tornerà ricco come mai aveva creduto. Incontrerà Elfi, Orchi, Uomini Neri, Gollum e tanto altro, combatterà la Battaglia delle Cinque Armate e verrà in possesso di una nobile spada di metallurgia elfica.

Due parole sui film:

Differiscono abbastanza dalla storia originale.Questo può dar fastidio, ma non è in sé un problema, ma cambiano toni anche tra l’uno e l’altro. Il primo è prettamente per bambini, con le canzoni dei Nani spesso presenti, il terzo è più crudo, e manca di parti importanti come un qualche tipo di colloquio tra Nani ed Elfi, che erano pronti ad uccidersi e senza neanche una parola sono diventati alleati. Jackson si è concentrato più su parti non viste nel libro, e alcune neanche esistite, vedi Tauriel. Tutto sommato è guardabile, eccezione fatta per i puristi, che non apprezzeranno molte cose.

Anche oggi abbiamo finito, spero vi piacciano libro e recensione e, come sempre, per qualunque cosa potete chiedere e per opinioni o consigli ci sono i commenti. A domani con la prossima recensione!

LONDRA 20/09/2012 CINEMA: LE PRIME IMMAGINI DEL FILM - LO HOBBIT - UN VIAGGIO INASPETTATO - NELLA FOTO UNA SCENA DEL FILM. FOTO FERRARIPRESS/INFOPHOTO

 
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Pubblicato da su 14 luglio 2015 in Fantasy, J. R. R. Tolkien, Lo Hobbit

 

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1984

Bentrovati, lettori di Non solo Fantasy!

Il capolavoro di oggi è firmato George Orwell ed è stato scritto nel 1948, invertendo le ultime due cifre per il titolo. Il romanzo è definito di vari generi, quello in cui credo si collochi meglio è il distopico. Eric Arthur Blair, vero nome dell’autore, è stato un giornalista, saggista, attivista e opinionista politico, ma anche un noto romanziere. Quello che è generalmente inteso come massima espressione del suo pensiero è un romanzo che vede come protagonista Winston Smith, il cui nome è dovuto a Churchill, primo ministro britannico. Il romanzo e strutturato  come una denuncia ai regimi totalitari, in particolare il socialismo inglese. La società è complessa e la gerarchia è solida e realistica. In cima ci sono i membri del Partito, governato dal famoso Grande Fratello (Big Brother era inteso come Fratello Maggiore, ma il termine è entrato nell’uso comune e si è preferito lasciarlo tale). Sotto ci sta chi lavora per i quattro ministeri. Ministero dell’Amore, che si occupa delle torture, della repressione dei dissensi ed è il più terribile. Il Ministero della Verità, che modifica libri, musica e giornali per mostrare il Grande Fratello come un eroe. Il Ministero dell’Abbondanza amministra le razioni di cibo e di qualsiasi bene. Infine, il Ministero della Pace, che si occupa proprio della guerra. Poi, i cittadini comuni. E, al gradino più basso, i prolet, che non fanno parte del Partito. Questi ultimi non hanno poteri o importanza alcuna, ma hanno almeno il vantaggio di non essere sotto la continua sorveglianza del Partito. Nel romanzo si instaura una nuova lingua, la neolingua, che mira a togliere qualsiasi sfumatura di significato al messaggio da trasmettere, e lo abbrevia al massimo. Come i nomi dei Ministeri, serve a distorcere il pensiero della massa, e controllarlo. Il principio stesso del Socing, anzi, e togliere la capacità di pensiero e sostituirla con semplice accettazione. La manipolazione delle notizie, per esempio, mostra un continuo aumento della produzione e del benestare, invece in calo. Winston, il protagonista, svolge proprio questo compito. A controllare tutto c’è la Psicopolizia, che monitora tramite teleschermo l’intera popolazione. Winston inizia una storia d’amore con Julia, e sembrano essere gli unici due a non sopportare questa tirannia. Il libro è pieno di sottigliezze all’apparenza minime, che però lasciano capire quanto sia profonda e radicata questa dittatura. Cose come la perdita di ogni vecchia conoscenza geografica, musicale e di qualsiasi argomento, l’assunzione del dollaro in Gran Bretagna, che ha perfino perso il nome e si chiama Pista Uno. La geografia stessa è cambiata, adesso divisa in tre super potenze, Oceania, Eurasia ed Estasia, in perenne guerra tra loro.  A me non piace la politica. Anzi, la detesto. Questo libro l’ho letto per la fama di capolavoro, lo ammetto, e devo dire che mi ha fatto apprezzare il valore di cose che diamo per scontate come la libertà, ed anche per questo l’ho adorato. Potrei parlarne ancora molto, di come rendano disgustoso il sesso agli occhi delle persone per renderle isteriche e facili da controllare, di come direzionino l’ inconsapevolezza delle persone in odio per gli avversari del Partito, ma non basterebbe.

Mi auguro che vi sia piaciuta la recensione e che vi piaccia il romanzo! Come sempre, per dubbi contattate e per consigli o pareri ci sono i commenti. A domani con la prossima recensione!

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Pubblicato da su 13 luglio 2015 in Distopico, George Orwell

 

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Il Codice da Vinci

Bentornati, lettori di Non solo Fantasy!

Oggi volevo parlarvi di un thriller, famoso per le sue controversie con la Chiesa. Dan Brown scrisse il Codice da Vinci nel 2003, un anno dopo arriva in Italia, dove il Vaticano non lo vede di buon occhio. Il libro maschera come thriller le conoscenze religiose, politiche e artistiche che vuole trasmettere al lettore. Cronologicamente segue Angeli e Demoni e precede il Simbolo Perduto. Con il primo, Brown si è presentato al grande pubblico americano, ma solo col secondo si è imposto a livello mondiale e assicurandosi che lo scritto passasse dalla carta alla cinepresa. Il film è stato affidato a Ron Howard, che ne ha fatto una famosa pellicola. Il libro si è piazzato tra i dieci più venduti al mondo negli ultimi cinquant’anni. I romanzi di Brown che vedono come protagonista Langdon in vece di investigatore sono al momento quattro:

  1. Angeli e Demoni
  2. Il Codice da Vinci
  3. Il Simbolo Perduto
  4. Inferno

I casi di Langdon seguono sempre svolte nel campo dell’arte e delle società segrete e si sviluppano in inseguimenti polizieschi in giro per l’Europa. In questo particolare romanzo, Langdon viene chiamato ad aiutare nell’indagine dell’assassinio del curatore del Louvre, Jacques Saunière, trovato in una posa apparentemente satanica. Subito dopo verrà fuori che Langdon era stato chiamato come sospettato, e indagherà per conto suo con la nipote del curatore, inseguiti dalla polizia francese. Il caso, a mio parere, non è entusiasmante come quello del precedente Angeli e Demoni, ma gli enigmi li trovo molto più intriganti e credo che la cosa valga per la maggioranza, visto che il primo richiede conoscenze più approfondite dell’arte e della Bibbia. Il primo, d’altro canto, mostra in maniera più interessante il personaggio di Langdon e una storia più avvincente. Il secondo, invece, è molto  bello sul finire, di cui credo non vogliate anticipazioni. Il libro ha riscosso molti successi, ma (non linciatemi fan) lo ritengo un po’ sopravvalutato. Credo che l’avversione della Chiesa gli abbia fatto molta propaganda e che le conoscenze artistiche, simboliche e simili abbiano attirato più attenzione della storia in sé. Sia chiaro, non condivido assolutamente il disappunto del Vaticano, e odio il concetto di censura a cui vuole obbligarci, anzi ho trovato molto godibile il libro, solo credo che la fama non sia tutta dovuta allo scritto stesso. Il ritmo è incalzante, i personaggi hanno carisma e la storia e molto dettagliata, quindi ve lo consiglio, che siate amanti del thriller o no, perché esce dai soliti schemi del genere.

Spero vi sia piaciuto l’articolo e che vi piaccia il libro. Per eventuali delucidazioni potete contattarmi, se avete scritti da propormi, consigli o altri pareri, ci sono i commenti. Alla prossima!

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Pubblicato da su 12 luglio 2015 in Dan Brown, Thriller

 

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Shadowhunters

Salve lettori di Non solo Fantasy!

Oggi volevo parlarvi di una serie che oltre al fantasy, si orienta sullo young adult. Composta da sei libri, tre prequel, un Codice, una sorta di diaro, le Cronache di Magnus Bane e dei manga sui prequel. Cassandra Clare, pseudonimo di Judith Rumelt, ha iniziato questa saga nel marzo del 2007 ed ha ancora in corso dei volumi di una serie parallela, ma con stesso mondo e stessi personaggi. Nel 2013  è stato tratto dal primo libro un bel film, se si escludono le miriadi di incongruenze col manoscritto. Per il 2016 è in programma una serie tv con diversi attori e sceneggiatori al lavoro dal cinque maggio. E’ difficile stipulare un ordine perché il Codice, appartenuto ad un personaggio delle origini alla fine dell’ottocento, viene presentato con le annotazioni della protagonista del ventunesimo secolo e le Cronache sono undici racconti che si collocano in spiragli di tempo diversi. Credo comunque che l’ordine più conveniente sia questo:

  1. Città di Ossa
  2. Città di Cenere
  3. Città di Vetro
  4. Città degli Angeli Caduti
  5. Città delle Anime Perdute
  6. L’Angelo
  7. Il Principe
  8. La Principessa
  9. Le Cronache di Magnus Bane
  10. Città del Fuoco Celeste
  11. Il Codice

Come avete visto la produzione è davvero vasta, ed è ancora in corso. Ritengo questa saga una delle migliori dell’ Urban Fantasy; è rimasta in vetta alle classifiche dopo l’uscita del film per una settimana intera. Il successo è ovviamente dovuto al facile immedesimarsi del target, oltre che alla buona storia. Lo stile della Clare non è tra i migliori, ma compensa con la trama. Il mondo da lei creato è molto dettagliato, a dispetto della solita genericità di opere simili. Stabilisce una gerarchia semplice da capire ma dalla struttura solida. La società è formata da Nephilim, o Cacciatori, e Nascosti. Ci sono quattro tipi di Nascosti: vampiri, lupi mannari, stregoni e fate. Lupi e vampiri si diventa, stregoni e fate si nasce. I Nephilim venerano Raziel, l’angelo che li ha creati e cacciano i demoni che bramano sangue. Ci sono inoltre i Fratelli Silenti, Cacciatori che si votano alla conoscenza e danno le loro ossa alla cittadina. Le Sorelle di Ferro, controparte femminile che lavora l’adamas (materiale magico) per forgiare stilo e armi contro i demoni. I Dimenticati, umani che ricevono i marchi da Shadowhunters e perdono la ragione Ovviamente, come in tutti gli Urban Fantasy, ci sono i comuni mortali che non capiscono un tubo, ergo, Mondani. La trama è alquanto semplice e scontata all’inizio: Clary scopre di non essere una comune mortale e si deve unire  questo misterioso ordine di salvatori per riavere sua madre. L’inizio abbastanza ovvio si riprende subito, però, e mostra un mondo abbastanza originale. I personaggi principali sono appunto Clary Frey, Jace Wayland, Isabelle Lightwood, Alec Lightwood, Jocelyn Frey, Luke Garroway, Simon Lewis, Magnus Bane e Valentine Morgensten. Ci sono dei nomi falsi che evito di rivelare e dei personaggi che compariranno in seguito, ma per il primo libro va bene così. La compagnia dovrà affrontare diversi pericoli, come succede sempre, e si evolverà in un crescendo di difficoltà per sei libri, quelli che nell’elenco sono i numeri uno, due, tre, quattro, cinque e dieci. I numeri sei, sette e otto sono una serie intitolata Le Origini, ossia dei prequel che chiariscono piccoli dubbi sulla serie originle e mostrano le gesta degli antenati dei protagonisti. Le Cronache, invece, sono una raccolta di racconti che vede protagonista l’ambiguo Sommo Stregone di Brooklyn in diverse avventure che variano dal tono scherzoso a quello drammatico. Il Codice, infine, è il Codice degli Shadowhunters, con annotazioni di tre personaggi principali: Clary Frey, Jace Wayland e Simon Lewis. In conclusione, la serie è davvero bella e divertente, e merita molto. Quindi se l’avete letta, fatemi sapere che ne pensate, altrimenti, ve la consiglio e spero che vi piaccia.

Se avete dubbi contattatemi senza esitazione, e per consigli o pareri ci sono i commenti; buona lettura!

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